Friday 23rd August 2019,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

Berlusconi (forse) e la nuova coalizione: istruzioni per fronteggiare Monti e la sinistra

Berlusconi (forse) e la nuova coalizione: istruzioni per fronteggiare Monti e la sinistra

di Davide Tedeschini – Ormai si profila una coalizione tipo Casa delle Libertà al cui vertice c’è Berlusconi anche se resta la speranza di molti elettori di destra e centrodestra che arrivi la sorpresa, quella che potrebbe sparigliare le carte, che Berlusconi tiri la volata a qualcun altro magari più cattivo, più giovane, pur mantenendo intatta la ‘coalizione’. Ma l’ipotesi di trasformare il voto in un plebiscito -berlusconi si/berlusconi no- sembra ancora quella più accreditata a impedire la vittoria a Bersani e Monti. La ‘coalizione così sarebbe costituita dagli antimontiani e da una parte di montiani rinnegati e rimasti fedelissimi al cavaliere: Lega Nord, PdL, Centrodestra Nazionale, Forza Italia, La Destra, Famiglia e solidarietà (Baccini e Rotondi, Giovanardi, Pionati ) e perché no qualche nuovo partito come ‘fermare il declino’ (Fare). La convinzione di una vittoria è tale che Berlusconi scavalcando tutta la nomenklatura del centrodestra vecchio e nuovo, chiama al confronto Tv entrambi, a dimostrazione che ha intenzione di surclassarli, cosa che ritiene facile come rubare un lecca lecca a un bambino, evidentemente.

Queste le linee guida della strategia berlusconiana elencati a Porta a Porta la sera del 18 dicembre scorso in una cascata di dichiarazioni che hanno già devastato le opposte fazioni: “Lo spread è un imbroglio […] Paesi in cui circola la stessa moneta non dovrebbero avere interessi diversi di spread”, “La sinistra ha fatto una congiura contro di noi per far cadere il mio governo, stavamo meglio prima […] solo la sinistra è così ignorante da cavalcare lo spread, pure menzogne, il ribaltamento della realtà”, “Ho fatto un passo indietro perché Casini aveva promesso di riaccorparsi al centrodestra, ma lui non lo ha fatto”, “Casini e Fini due persone orride, anzi orridissime”; riguardo a Monti: “Monti ha fallito, l’Italia sta peggio di prima”, “Monti aveva detto che a fine mandato si sarebbe ritirato: ho proposto la premiership a Monti per riunire i moderati ma lui ha rifiutato”, “Monti ha bloccato la legge elettorale annunciando anzitempo le sue dimissioni”, “Se vinco toglierò l’Imu, in quanto la prima casa è sacra e non può essere tassata” , “Se scendo in campo penso di ottenere il 40%”, “Si deve risollevare l’impresa, c’è una morsa incredibile su di noi”, “Se la Germania non si ravvede saremo costretti disgraziatamente a uscire dall’euro”. Come mettere in discussione una sola delle affermazione pocanzi elencate per intelligenza, astuzia, capacità comunicativa? A 75 anni questo signore che è stato 4 volte presidente del consiglio a capo della coalizione di centrodestra dimostra per l’ennesima volta di non avere eguali nella dialettica e nel saper tenere uniti gli alleati che lui stesso definisce dei ‘moderati’ (pur essendovi un partito come la Lega Nord, tutt’altro che moderato e La Destra, quindi una scelta di comunicazione contro… il falso moderatismo del centro?).

Il partito de La Destra, avendo sempre predicato la riconquista della ‘sovranità’ sembra essere a suo agio in una situazione del genere, in fondo la priorità è ritornare in parlamento e non far vincere le elezioni alla sinistra e ai tecnici, che sempre più faziosi, sembrano aver costruito una rete clientelare che va dagli enti locali fino all’università, dal parlamento italiano fino a quello europeo. La ‘casta’ sembra ora prendere le forme di un mostro dell’apocalisse, costituito in principio solo da alcuni soggetti e moltiplicatesi alla società civile o dell’università (si pensi al volto strafottente di Micael Martone, sottosegretario del governo Monti), costituito soprattutto da neofiti, come i grillini, o presunti tecnici come quelli di Giannino,  o di Montezemolo. Tante teste ma un corpo solo. Di quelli che non avendo potuto vincere o accodarsi a Berlusconi negli anni precedenti cercano un tiket senza però ricevere il testimone o in alternativa predicano discontinuità, insomma dei disadattati, degli incapaci. Troppo ingiusto sarebbe consegnare loro il Paese… La sfida è grande, la politica non è solamente ‘cultura’, non è solamente il campo in cui si ribadisce la propria appartenenza al popolo della destra, la propria identità e storia, non è solo estetica: è anche e soprattutto ‘sacrificio’ personale per aderire a un progetto che ci farà vincere ‘tutti insieme’ le elezioni. Contro le ‘ingiustizie’ vecchie e nuove, contro ‘traditori’, opportunisti, e parassiti che rivelano il loro vero volto solo se scoperti: orientarsi in una realtà effimera e falsa che si rivela ogni giorno sempre più insidiosa.

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