Tuesday 25th June 2019,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

Sembrano la caricatura di Cetto. Partiti indegni fino all’ultimo

Sembrano la caricatura di Cetto. Partiti indegni fino all’ultimo

di Francesco Cappuccio – Hanno il potere. Non lo gestiscono bene. E lo vogliono mantenere. La classe politica italiana perde il pelo ma non il vizio. Sono i veri conservatori. PDL, PD, LEGA, IDV, FLI e scusate se dimentico qualche partito rappresentato in Parlamento, hanno fatto carte false per non andare a confrontarsi direttamente con la gente. Approfitteranno solo dell’inerzia della democrazia. Quella che ti consente di spartirti i voti della minoranza che andrà a votare. Perché andrà a votare solo una minoranza di italiani. Lo capiranno bene quei partiti che dovranno cercarsi le firme per poter competere.

Che paradosso. PDL, PD, LEGA, IDV, FLI sono stati umiliati da una banda di professori e professoresse solo un anno fa, quando, mandato a casa Berlusconi, sono stati esautorati del potere di decidere tutto quello che non hanno né il tempo né le capacità di decidere. Hanno accettato l’umiliazione perché nella vita fare gli scemi ti consente di non pagare dazio. Dopo un anno di scelte anti popolari, ammantate dall’alibi europeo dello stato di crisi generalizzato, sono costretti a ricandidarsi. La legislatura è finita. Anche la ricreazione, forse. Ma loro ci riprovano. Vogliono conservarsi. Si inventano la crisi anticipata e mandano Monti a fare in culo per poi, inevitabilmente, arrivare a candidarlo nuovamente a Primo ministro e chiedergli in ginocchio di continuare a prendere le decisioni anti popolari che altrimenti dovrebbero prendere con l’aggravio di metterci la faccia. Magari dopo aver condotto una campagna elettorale dove prenderanno le distanze dal professore della Bocconi.

Uno squallido gioco delle parti. Dove quella del morto di fame tocca farla al cittadino. Vessato sempre più da tasse che serviranno a coprire le voragini create da comportamenti, e non solo scelte, della politica. Loro appunto. Che adesso si inventano la formula delle primarie o del nuovo nome da dare ad aggregazioni più o meno fatte sempre dagli stessi. Quelli che non hanno almeno la dignità di dire “abbiamo messo da parte abbastanza fortuna per continuare a mettere nei guai chi ci mantiene. Ce ne andiamo in pensione, e che gran pensione”. I conservatori fanno in modo di non lasciare entrare in Parlamento i guastafeste. Hanno sperimentato una formula per mandare gli altri a raccogliere le firme. Per loro sarà già abbastanza chiedere il voto. Che nel paese dei “baiocchi” potranno pure prendere. La prima citata inerzia della democrazia. Ma. Resta una fetta di popolazione che non ne può più. Che non crede alle promesse. Che guarda ai comportamenti. Che ha affinato le tecniche di memorizzazione. Che sa, insomma, chi ha fatto cosa. E, anche se ci sarà chi non andrà a votare, starà dalla parte del progresso.

Alle forze politiche progressiste, ma tradizionaliste, il compito di intercettarli. Senza scuse. E anche se ci sarà da raccogliere le firme in poco tempo. Si raccolgono. Per una battaglia progressista. Con la p maiuscola. Come la politica che in certi momenti va fatta mettendo da parte qualsiasi ragionamento filosofico. L’adunata dei progressisti è stata suonata. La sentiranno, e risponderanno, coloro che non vogliono conservarsi in un noioso mondo. Quello dei morti.

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