Friday 22nd February 2019,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

Prodi non lo vogliamo

Prodi non lo vogliamo

di Alessandro Nardone – Sono mesi che, dalle pagine de Il Destro, abbiamo lanciato l’allarme: la sinistra vuole Romano Prodi al Quirinale. Con buona pace degl’ingenui che ancora s’illudono che Bersani e compagni siano in possesso di almeno un briciolo di bon ton istituzionale. Certo è che, per un Paese già disastrato come lo è il nostro, un eventuale insediamento di Prodi al Quirinale avrebbe l’effetto del classico punto di non ritorno, un segnale di rottura in piena regola; esattamente come se, a parti invertite, il centrodestra pensasse d’imporre il nome di Berlusconi. Semplicemente devastante.

Sì, perché è ora che i signori che ancora rappresentano questa classe politica decrepita e moribonda, si ficchino bene in testa che è giunto il momento di smetterla di guardare al loro stramaledetto orticello, ostinandosi a dividere anziché tentare di ricomporre un quadro sociale la cui tela appare irrimediabilmente usurata e sfilacciata. Ecco, che piaccia o no, Prodi e Berlusconi sono due nomi che dividono, che contribuirebbero a gettare ulteriore benzina su di un ambiente già abbastanza surriscaldato.

Ma parliamo di Prodi, visto che oggi il CorSera rilancia la sua ascesa al Quirinale come un’ipotesi assai consistente, ovviamente sostenuta con forza da un Pierluigi Bersani evidentemente persuaso che, a differenza di Napolitano, il Professore potrebbe conferirgli l’incarico per formare un governo, anche senza maggioranza al Senato.

Noi, d’altra parte, che siamo appassionati di politica da un bel po’, su Prodi al Quirinale c’avevamo visto lungo (abbiamo anche creato un gruppo di protesta su Facebook), ma siamo rimasti sostanzialmente inascoltati da una coalizione di centrodestra in altre faccende affaccendata e che, ora, tenta di correre ai ripari.

Sta di fatto che, se mai la sinistra (magari con l’aiuto di Grillo) riuscisse nell’intento di eleggere Prodi Presidente della Repubblica, l’Italia sarebbe sostanzialmente al capolinea, su tutti i fronti. Riteniamo impensabile, infatti, che il Capo dello Stato possa essere una delle persone a cui vanno ascritte le responsabilità maggiori per la tragica situazione in cui versiamo, per ragioni che conosciamo tutti ma che, un po’ per colpa degli ambienti conniventi, ed un po’ per la superficialità dell’area di centrodestra, sono passate nel dimenticatoio, come se nulla fosse.

Caspita, eppure, se dici Romano Prodi, dici cambio scellerato lira-euro, Euro tassa mai restituita, la nostra produzione interna svenduta alla Cina, l’ingresso di Bulgaria e Romania nell’Ue, Irap, Iri, Telekom Serbia e le nuove tasse di Visco e Padoa Schioppa. Ma sicuramente scordo qualcosa.

Beh, per quel poco che possa contare, da oggi cominceremo a rinfrescarvi la memoria su Romano Prodi, nella speranza che possa servirci a non piangere sul latte versato.

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