Wednesday 29th January 2020,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

La rinuncia di Veltroni è certamente un gesto nobile, ma anche un modo per rottamare D’Alema

La rinuncia di Veltroni è certamente un gesto nobile, ma anche un modo per rottamare D’Alema

di Alessandro Nardone – L’ho scritto ieri sera sui social networks, e lo ribadisco oggi, dalle colonne de Il Destro: per come la vedo io, nello schifo generale di un sistema partitocratico in cui non mollano la poltrona nemmeno se minacciati con un’accetta, la “non ricandidatura” di Walter Veltroni si distingue in positivo, perciò merita di essere applaudita. Capirai che rinuncia – direte voi – quello lì è dal 1987, che sta in Parlamento. Vero, si tratterebbe di un gesto dovuto, se solo vivessimo in un contesto normale. Il problema è che, lo scenario di casa nostra, tutto è forchè normale. E allora, in mezzo a dinosauri come D’Alema, Fini, Casini, Berlusconi, Cicchitto, Rosy Bindi che, oltre a non avere alcuna intenzione di mollare la cadrega, hanno anche il coraggio di spacciarsi per “il nuovo che avanza”, capirete bene che un gesto normale come quello di Veltroni, assuma immediatamente i contorni dell’impresa epica. È inevitabile.

Intendiamoci, non sono qui a scrivere l’apologia di Walter Veltroni ma, più banalmente, da avversario politico, gli riconosco una capacità d’innovare che pochi altri hanno avuto. Infatti, a parte il suo annucio di ieri, dobbiamo ricordare la fondazione del Partito Democratico e la conseguente decisione di non stringere alleanze con l’estrema sinistra, costringendo Berlusconi ad inseguirlo. Fossimo in un paese normale e, aggiungo io, avessimo una classe politica quantomeno decente, a quest’ora ci troveremmo in presenza di un sistema nel quale due grandi partiti, sulla base dei programmi, si contenderebbero la guida dell’Italia.

Ma torniamo a bomba perchè, dietro all’annuncio di Veltroni, si nasconde un intento forse meno nobile ma, a mio avviso, altrettanto interessante. Dunque, l’inimicizia tra Uòlter è D’Alema è fatto arcinoto, così com’è arcinota l’avversione dei veltroniani all’intero gruppo dirigente del Pd. Quale occasione migliore, allora, per mandare a casa i tanto odiati compagni? Ecco, quindi, un gesto  che, negli auspici di Veltroni, dovrebbe mettere spalle al muro i vari D’Alema, Turco, Bindi et similia, costringendoli a fare lo stesso, rinunciando a correre per il Parlamento.

Certo, a ben vedere, il principio è il medesimo del marito che si evira per di fare un dispetto alla moglie ma, se dovesse davvero servire a far uscire dal Parlamento i fossili della sinistra e, magari, come nel caso della fondazione del Pd, costringesse i vertici del Pdl a fare lo stesso, beh, a Veltroni dovremmo tributare una vera e propria standing ovation.

PS: siccome non siamo nati ieri sappia, Walter Veltroni, che nel caso in cui dovesse venir meno al suo proposito, magari rientrando dalla finestra di un incarico di governo, si renderebbe protagonista di una vera e propria figura di merda davanti all’Italia tutta. Uomo avvisato…

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