Saturday 21st September 2019,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

Io, da sempre di destra, sono stato alla Leopolda. E vi dico che con Renzi…

Io, da sempre di destra, sono stato alla Leopolda. E vi dico che con Renzi…

di Alessandro Nardone – Ora che la campagna elettorale delle primarie del Pd è entrata nel vivo e che, sopratutto, il Pdl è diventato una vera e propria polveriera, una pattuglia sempre più folta di politici di centrodestra si sbilancia a favore di Matteo Renzi. Facile, adesso che è scattato il fuggi fuggi generale. Gira che ti rigira, il principio è il medesimo per il quale, come per magia, tutt’a un tratto, tutti hanno cominciato a sparare sulla Minetti in nome della meritocrazia. Peccato che siano gli stessi che non solo tacquero, ma la difesero a spada tratta, quando Berlusconi la nominò consigliere regionale. Casi strani della vita, ça va sans dire.

È vero, chi si loda s’imbroda ma, almeno per stavolta, concedetemelo. Se non altro perchè, a voler ben guardare, essere sempre avanti è un mestiere faticosissimo, specialmente in politica, dove vieni immediatamente inquadrato, da chi è consapevole di non reggere il confronto, come il nemico da far fuori. Ma andiamo oltre perchè, a questo proposito, voglio raccontarvi un aneddoto.

Dodici mesi fa, avevo appena finito di scrivere la prima bozza del mio “La destra che vorrei” e, trattandosi di un testo nettamente fuori dal coro degli yes men tanto in voga nel Pdl, pensai che una presentazione di Matteo Renzi sarebbe stata l’ideale, così gli scrissi una mail: “Caro Matteo, ti do del tu in quanto siamo pressoché coetanei. Sarò brevissimo: ti mando questa mail per chiederti la disponibilità a scrivere la presentazione del libro che sto ultimando in questi giorni, il cui titolo è “La destra che vorrei”. Sono convinto che sarebbe un bel segnale, sopratutto nella direzione – auspicata da entrambi – di un ricambio generazionale che possa favorire il confronto ed il dialogo tra chi, su alcune cose, ha idee differenti”. Tempo qualche giorno, ed il buon Matteo mi rispose: “Caro Alessandro, grazie per l’email e per il tu. Parliamone a fine ottobre alla Leopolda, ok?”. Fu così che decisi di partire alla volta di Firenze per partecipare a Big Bang Italia.

Appena arrivato, a parte la bellezza della location, notai subito di essere in un luogo in cui respirava parecchio entusiasmo; una vera e propria boccata d’ossigeno per chi, come me, aveva dovuto tristemente fare il callo, tra un conato e l’altro, a signorine siliconate che si dimenavano cantando “Meno male che Silvio c’è”. Ecco, al di là di tutto, si percepiva di stare in mezzo a persone – sopratutto giovani – che avevano in animo di metterlo in atto per davvero, un cambiamento, ed il fatto stesso che il guanto di sfida fosse stato lanciato da un trentasettanne, rendeva (e rende) quell’intento dannatamente credibile.

Insomma, se alle ultime iniziative del Pdl e di Berlusconi si aveva la netta sensazione di assistere al tramonto di un’epoca e di una classe dirigente, a Big Bang Italia ti rendevi conto di stare di fronte ad un’alba, a qualcosa di nuovo che stava per nascere. Per questo, per il mio libro – anche se Renzi, non ho ben capito se per questioni editoriali o d’opportunità, non scrisse la presentazione – decisi di mutuare il termine “rottamatori”, inserendolo nel sottotitolo, per tentare di dare il mio contributo alla messa in moto di quello stesso meccanismo anche nel Pdl. Fu una guerra persa in partenza, ma che sarei pronto a combattere all’infinito, innanzitutto perchè in linea con la mia coscienza e, in secondo luogo, perchè è stata una tappa fondamentale per maturare la convinzione che, il cambiamento vero, visto da destra, non ha nulla a che vedere con un Pdl il cui unico interesse non è rinnovare l’Italia, ma conservare il potere.

 

 

 

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1 Comment

  1. Anna 16 Ottobre 2012 at 18:56

    Alessandro, lei è un grande, ed il suo libro l’ho divorato in due giorni! Ovvio che nel Pdl uno così desse fastidio…

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