Thursday 23rd November 2017,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

Il Destro intervista Morpheus: “Il Mondo finirà nel 2089”

Il Destro intervista Morpheus: “Il Mondo finirà nel 2089”

di Alessandro Nardone – Stavo preparando quest’intervista da mesi, ormai, ma nessuno si era più fatto vivo. Avere un contatto con Morpheus è già di per se difficilissimo, incontrarlo di persona, poi, è quasi impossibile. Ma, grazie a qualche conoscenza nel mondo degli hackers, sono riuscito fargli arrivare il mio messaggio, con il quale gli chiedevo un’intervista. Mi hanno risposto che si sarebbe fatto vivo lui ma, fino ad ora, di suoi segnali nemmeno l’ombra. Erano ormai le due di notte, ed io stavo ancora davanti al mio MacBook, intento a scrivere un pezzo, quando si aprì la finestra della chat di Facebook, che tengo sempre in modalità offline, com’era possibile? Istintivamente la chiusi, ma si riaprì subito. Cercai di leggere chi fosse, ma non c’era scritto nulla, nemmeno il nome dell’utente. “Toc toc… ciao Alessandro, so che mi stavi aspettando…”, scrisse il cursore sul mio monitor. Strabuzzai per un attimo gli occhi, non ero sicuro che fosse lui, allora rimasi sul vago: “Veramente non aspetto nessuno…”. “Ah no? Prima di contattarti ti ho seguito per un po’, sai? Volevo essere sicuro che scrivessi senza vincoli da parte di nessuno… se vuoi ancora intervistarmi esci di casa e segui il Bianconiglio…”. Stop, la finestra della chat si chiuse, fine della comunicazione. Era Morpheus! M’infilai un paio di scarpe e uscii di casa, continuavo a guardarmi intorno in cerca di un segnale, ma niente. Questa storia cominciava a innervosirmi, così decisi di accendermi una sigaretta, dopo il primo tiro mi voltai e vidi passare una ragazza che portava una maglietta nera con il logo di Playboy in bianco… era il Bianconiglio! Cominciai a seguirla tenendomi a qualche metro di distanza perché non mi vedesse fino a quando, all’improvviso, un tizio che veniva dal senso opposto al mio mi sussurrò qualcosa all’orecchio e mi diede un telefonino, dopo di che si dileguò. Fissai il telefono che, dopo nemmeno un secondo, cominciò a squillare: “Pronto… chi parla?”, risposi con voce tremante. “Sono io, Morpheus, ti darò le indicazioni per raggiungermi, non dire niente, limitati a fare ciò che ti dico”. Ubbidii, seguendo alla lettera le sue indicazioni, che mi portarono in un vicolo dove non ero mai stato prima, di fronte ad un portone d’acciaio. Sblamm. Il portone si spalancò facendo un rumore inquietante, ad attendermi c’erano due uomini completamente vestiti di nero che, senza dirmi nulla, sbatterono contro il muro e mi perquisirono. “È pulito, può andare”, esclamò uno di loro. L’altro mi afferrò per un braccio e mi portò all’ingresso di una stanza: “Lui è qui, prova a fare qualche brutto scherzo e sei un uomo morto!” mi disse, mantenendo una calma allarmante. Il cigolio della porta che si apriva trafisse i mille pensieri che mi attraversavano la mente, non feci in tempo a realizzare cosa stesse accadendo che me lo trovai di fronte: era lui, Morpheus. Se ne stava seduto su una vecchia poltrona bordò e mi fissava, tenendo le mani conserte all’altezza del mento. “È stata una lunga attesa vero Alessandro? Sei il benvenuto, prego, accomodati” mi disse, accompagnando il suo invito con un cenno della mano. Mi sedetti immediatamente su un’altra poltrona in similpelle, proprio di fronte a lui che, da dietro i suoi occhialini scuri, studiava ogni mio movimento: “Hai lo sguardo di qualcuno che muore dalla voglia di sapere, bene, è per questo che sei stato scelto”, mi disse. “Scelto? Da chi?”, gli risposi timidamente. “Ah ah, non penserai di essere qui per caso? Sono stato io a fare in modo che tu arrivassi a me, perché voglio che sia tu a far sapere alla gente che cosa è Matrix, perché la gente deve sapere, e deve aprire gli occhi. Dimmi Alessandro, a parte questo, sai esattamente perché ti trovi qui?”.

Ehm, veramente no…

Perché, seppur inconsapevolmente, hai sempre saputo che c’era qualcosa che non tornava, e più passava il tempo e più ci pensavi, così ha cominciato ad informarti, cercando su internet persone che avessero la tua stessa sensazione, e da loro hai sentito parlare di…

…di Matrix, ma che cos’è?

Matrix è ovunque, intorno a te: è l’aria che respiri, la ragazza con cui hai fatto l’amore l’altra notte, i tuoi amici, il tuo gatto… Matrix è il mondo che ti è stato propinato per nasconderti la verità…

Quale verità?

Che siamo tutti schiavi, Alessandro. La nostra vita, i nostri sentimenti… nulla di questo è reale, perfino noi, adesso, siamo generati da un software che ci da l’illusione di essere qui, in carne ed ossa… so che è difficile da accettare, ma è così.

Certo che è difficile! Sì, insomma, come puoi affermare che questo non è reale, che le gioie ed i dolori vissuti da milioni di persone sono solo il frutto di un semplice software?

Giusta osservazione. Ma poniamo il fatto che tu stia dormendo, caro Alessandro, riusciresti a distinguere il sogno dalla realtà?

Beh, presumo di no…

Bene, e se da quel sogno non dovessi più svegliarti come faresti a distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è? Matrix è proprio questo, un sogno dal quale non possiamo svegliarci. Ed è bene che la gente lo sappia.

Morpheus, posto il fatto che io ti creda, quanti lettori pensi che prenderebbero sul serio il mio articolo una volta uscito?  

Tutto dipende da quanto ci crede chi lo scrive, nella vita per essere convincenti bisogna credere in ciò che si afferma, e se tu sarai disposto a credermi, beh, allora darai la possibilità di sapere a molta più gente di quanto tu possa immaginare. Se sarai credibile metterai il primo mattone per costruire una nuova libertà, la libertà dalla schiavitù alla quale le macchine costringono noi umani da oltre mille anni!

Mille anni? Nel 1000 Dopo Cristo le macchine ancora non esistevano…

Altra osservazione arguta, infatti la rivoluzione delle macchine risale al 2089…

Ma, Morpheus, noi siamo nel 2012!

Ah ah, questo è quello che ti fanno credere le macchine, con Matrix! Alessandro, la realtà è che oggi viviamo nell’anno 3121.

Nel 3121…  

Lo so che ti senti estremamente disorientato, ma è così.

E com’è il mondo nel 3121?

Questo non puoi saperlo Alessandro, causerebbe danni irreparabili al tuo io, con conseguenze devastanti su tutto l’impianto sul quale gira Matrix, una sorta di bug letale…

Beh, farebbe saltare Matrix, sarebbe meglio, no?

 No, perché se la tua mente muore in Matrix… muore anche il tuo corpo nella realtà. Non posso dirti altro Alessandro, ora sta a te rendere di dominio pubblico ciò che ti ho spiegato… nel frattempo continua a tenere gli occhi aperti.

Vorrei tanto, soprattutto dopo quello che mi hai appena rivelato, caro Morpheus.

Brano tratto dal libro “La destra  che vorrei” di Alessandro Nardone

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