Wednesday 29th January 2020,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

Il codice dello scontro generazionale e i suoi “vaffa”

Il codice dello scontro generazionale e i suoi “vaffa”

di Davide Tedeschini – Le ultime elezioni hanno confermato che è in atto un vero scontro generazionale: oggi continuano coinvolgendo erroneamente sui social network anche chi come Francesco Storace, ha dimostrato d’essere onesto e innocente nei vari processi che lo hanno ‘escluso’ dalla vita politica per 8 anni. E’ evidente che Storace non può essere il bersaglio di uno scontro generazionale nell’area di destra e allora chi è il bersaglio? La ‘rete’ ha dimostrato negli anni di scegliere da sola: per questo a Storace non rimane che spiegare ad ogni questuante la propria biografia, la propria innocenza, quando una maggior esposizione mediatica ne avrebbe facilitato il compito. Ma lo scontro a prescindere dal caso, sembra generalizzato. In quest’ottica ‘la Destra’ non è ‘antisistema’,né  di ‘governo’ , quindi è costretta a distinguersi dal PdL e da altre forze di centrodestra per fare si che le critiche siano originali e portate a segno, anziché a vuoto.

“La differenza non è destra-sinistra ma sopra-sotto” diceva Renzi, che si ‘alza e se ne va’ alla direzione nazionale del Pd, Bersani lo bacchetta: “non è abituato alle riunioni…”. “Se avessero candidato Renzi oggi avrebbero il governo” si chiosa spesso riferendosi al  passo indietro ipotizzato da Berlusconi, nel caso Bersani avesse lasciato la candidatura al più giovane. Un passo indietro (di destra per uno di sinistra?) che avrebbe dato la possibilità di uno scontro Renzi-Alfano e disinnescato la retorica del M5S.  Ma la ‘destra-Berlusconi’ che fa oltre a cercare l’accordo col PD e quindi ribadendo questa sovrapposizione di etichette obsolete?E la destra di Storace ?

Storace intelligentemente ha spesso tessuto le lodi della Meloni o di Veneziani ma senza nessuna conseguenza politica, il che ci ha lasciato tutti molto perplessi, soprattutto quando FDI non han messo il nome del candidato presidente Storace sui manifesti;FdI-CN ha forse tentato di riproporre quello scontro generazionale che ha tenuto campo a sinistra ma sbagliando tempi e bersaglio, tanto chela Meloninon è stata proiettata come Renzi ad un vero scontro generazionale contro Berlusconi.Alcuni giovani politici(penso anche a Beatrice Lorenzin, PdL), hanno sempre occupato posizioni di rilievo nel partito di appartenenza che -tranne che nell’organizzazione di manifestazioni- solo in parte hanno a che vedere col precariato e con il problema occupazionale di questa generazione, o forse mai ne ha avuto. Mentre Renzi sembra vivere in prima persona quei problemi (forse per via della moglie insegnante precaria?) nell’area di destra non si trova il bersaglio di questo scontro generazionale.

Chi è giovane, anche di destra, lamenta di  combattere un’era avara nei suoi confronti,  costretto a sopportare la gerontocrazia diffusa: sono cose che semplicemente vanno dette in un partito che vuole futuro. E i tempi sono cambiati. Se era lecito pensare che gli educatissimi  Casini e Fini  avrebbero preso il posto di Berlusconi, ci siamo accorti che non è andata così. I difetti del tradimento e della falsità hanno prevalso: ‘amici-nemici’di Berlusconi sono andati in pensione insieme a lui, soggiacendo alle  stesse dicotomie, non del destra- sinistra ma del sopra-sotto, loro stando sempre sopra. Oppure più semplicemente hanno fatto parte dell’esserci’ in un’era in cui ad altri più giovani,è stato impedito. Il 25% degli italiani dicono: “sempre meglio uno nuovo che un vecchio, a prescindere dalle sue capacità”.

Ogni qualvolta un giovane anche se onestissimo, educatissimo o coltissimo abbia tentato di occupare una posizione o un incarico, è stato letteralmente bruciato da quello più anziano in ogni partito, in ogni ufficio, in ogni dove, a meno che non nominato direttamente dal vertice, secondo la teoria del sopra-sotto piuttosto che del vecchio-nuovo, o del capace-incapace: come si fa a parlare allora di meritocrazia in un metodo di cooptazione ormai diffuso nella nostra società?Sia in un verso che nell’altro il paradigma di questa era politica è il ‘vaffa’diretto e immediato,  l’oggetto di questo scontro generazionale  in cui il popolo reputa di destra colui che definisce  ‘coglioni’chi non lo votasse; oppure tifa per Renzi, esempio anche per il centrodestra o per tutti i giovani che anche di destra si riconoscono in uno scontro generazionalea tutto campo, come un cannone che spara all’impazzata a 360°.

Non bisognerebbe  dimostrare il dissenso più o meno educato nei confronti di chi tuttavia ha portato prima al commissariamento montiano e poi ad una vittoria di sinistra che proprio non ci va giù e che ha causato questo tracollo?Chi nella destra o nel centrodestra dovrebbe sollevare questo problema politico e di posizionamento dello scontro generazionale?

Altrimenti non rimane che un personalissimo‘vaffa’rivolto a quelli che in piena crisi facevano ‘festini’ in Kenia da Briatore, Paese meglio dell’Italia perché non si ‘pagano le tasse’, feste a cui partecipava anche Berlusconi mancando ancora qualche settimana all’inizio della campagna elettorale in Italia (in quanto governata da altri  priva di interesse?).

Oppure mi viene in mente il nuovo capogruppo del PdL alla Camera, che in passato non ha fatto altro che attirarsi l’antipatia di statali spesso definiti ‘fannulloni’, il peggio dell’Italia ma molte altre volte solo precari giovani e in difficoltà, e penso anche alla Gelmini, l’ex ministro dell’Istruzione classe ‘74, che non ha mai insegnato.  Quello che dà fastidio e che provoca reazioni al limite dell’insulto è l’assoluta estraneità della classe politica alla situazione di una generazione.

Chi manda questi vaffa risponde per sé,secondo quello che dicela Leggeitaliana in merito e non ha bisogno del partito di appartenenza che valuti le sue azioni(a meno che non lo faccia a nome del partito). Ma alla fine quello che ha dato scandalo (ed è finito sui giornali) non è il vaffa del militante all’ex ministro o all’industriale,o a tutti quelli che da perfetti sconosciuti se non insultano si scambiano apostrofi sui social network: ha dato scandalo  la ‘celtica’posta  sul tavolo di un gazebo della Destra. Ha creato scandalo l’offerta di candidatura fatta da Storace ai Radicali nelle sua lista regionale. Han creato scandalo i complimenti razzisti fatti a Banga Bauna su Facebook. Ha creato scandalo quindi tutto ciò che di più ovvio ci si poteva aspettare da un partito collocato a destra per via dei soliti stereotipi, non gli insulti volati per lo scontro generazionale in atto di cui nessuno più si sorprende, tranne chi vive nel mondo dei sogni (mentre chi è stato eletto nel centrodestra dormiva sonni tranquilli).E quindi per dimostrare che un partito è fuori dalla realtà gli insulti ‘sacri’ a difesa di una generazione (come quelli del sottoscritto) non sono stati riportati, come non vengono oggi riportati gli insulti dei militanti M5S a Grillo a riprova di gravi errori politici che hanno concesso i due presidenti delle Camere alla solita ‘casta’.

Non esisterebbe altro ‘codice di comportamento’ se non quello da applicare ad etichette o procedure politiche stantie (anziché un ‘galateo comportamentale’),  in mancanza del quale la Destrapiomberebbe  in una sorta di nobiltà antiquariale dai gesti obsolescenti, completamente avulsa dalla realtà ma stante in quello di una metafisica sociale che persevera  nel coltivare i campi ormai abbandonati della propria retorica, di cui l’Italia non ha alcun bisogno.

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3 Comments

  1. alessio papi 22 Marzo 2013 at 14:36

    Concordo pienamente anche se a volte si sbaglia il bersaglio.
    La Politca ha bisogno di idee nuove indipendentemente dall’età anagrafica.
    La Gelmini ne è un esempio ed anche nella Destra ci sono personaggi che a 30 hanno le idee che sanno di muffa.
    Il problema è lo scollamento tra politica e cittadini , il fatto che “i politici” siano scarsamente rappresentativi dello realtà sociale.
    Siamo in piena crisi ideale politica ed economica, ne dentro ne fuori il sistema ma a “lato” per cambiarlo.

  2. Davide 23 Marzo 2013 at 15:26

    Bisogna cercare di fare politica e tante altre cose insieme, non é facile.

  3. Simone Caroli (@SimoneCaroli) 24 Marzo 2013 at 15:46

    Sono profondamente d’accordo con il tono di questo articolo! Non possiamo permettere che un quasi ottantenne che si atteggia a giovane illuda una generazione, infanghi il nome della destra e soffochi i giovani che cercano di emergere! Posso consigliarti anche io un mio articolo? http://haisentitodizig.wordpress.com/2013/03/23/esperienza-zero/

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