Saturday 21st September 2019,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

Dibattito sulla destra: il Senatore Butti (Pdl) risponde a Samanta Segatori

Dibattito sulla destra: il Senatore Butti (Pdl) risponde a Samanta Segatori
di Alessio Butti – Apprezzo lo sfogo di Samanta Segatori. Ci sarebbe da scrivere per giorni e giorni in risposta, ammesso che io sia titolato a rispondere in nome e per conto di graduati e dirigenti politici vari. Apprezzo l’editoriale, anche se stento a individuare una proposta, perchè trasuda passione, perchè ha l’inconfondibile profumo della colla che usavamo per attaccare manifesti, perchè è onesto.
 
Ho aderito al PdL perchè mi sembrava un prodotto fresco in grado di garantire la sopravvivenza a quelle “idee di Destra” che Fini aveva sistematicamente riposto in solaio. Ricordiamo il suo repentino cambiamento di rotta sulla lotta all’immigrazione clandestina e selvaggia? La proposta sulla cittadinanza agli stranieri? Le assurdità in materia di difesa della vita e bioetica? La lezioncina “politicamente corretta” sul nazionalismo derubricato a disvalore? Ricordiamo molte altre cose che ritenevamo di Destra, ma che Fini ha rottamato senza il benchè minimo successo? Bene, queste belle cose le abbiamo portate con noi nel PdL inserendole nei programmi elettorali e nel “documento valoriale del partito”. Abbiamo cioè inserito tanta Destra nel nuovo contenitore arricchendo un patrimonio culturale che, tra le altre cose, parlava di merito, selezione e competenza. Eravamo a casa nostra. Poi qualcosa è cambiato o meglio, qualcosa non si è mai concretizzata. Il PdL non è diventato un partito vero che, per dirla con le parole di Alfano, rispettasse regole e comminasse sanzioni, convocasse i propri organismi consultivi, celebrasse un congresso e cosi via… tutto vero (non che in AN fossero rose e fiori…!).
Ora siamo al cospetto di un cambiamento politico epocale che, complice la crisi economica, impone una serie di interventi rapidi affinchè il centrodestra superi questa imbarazzante fase di stallo. Ripulire le liste? giusto. Ripensare e aggiornare i programmi? Giusto.Cercare un candidato a premier nuovo? Giusto. Cambiare qualche volto televisivamente noto che ha esaurito l’originalità e la genuinità iniziali? Giusto. Promuovere la democrazia interna attraverso primarie e congressi? Giusto. Rinegoziare il sistema di alleanze fermo restando il bipolarismo? Giusto. Rincorrere il qualunquismo popolare cavalcato da qualche giornalista o da qualche “amazzone” che produrrà effetti devastanti nel breve e medio termine? Sbagliato. Pretendere di definire quello che singolarmente sta bene a ognuno di noi “roba di Destra”? Sbagliato.
 
 Di fronte a quello che ho scritto e a tutto il resto che immaginerete è opportuno capirsi su cosa sia di Destra in questo momento, perchè siamo tutti quanti in balia di una grande confusione. Occorre capire che oggi la gente rigetta categorie come la destra o la sinistra che definisce vetuste e anacronistiche ma chiede solo “persone brave e oneste” che risolvano subito alcuni drammatici problemi senza ancoraggi ideologici. Intendiamoci, i miei Valori sono sempre quelli, magari aggiornati, ma sono sempre quelli. E’ cosi anche per voi? Allora sappiate che sono Valori che costano sacrifici, impegno, sangue e sudore e che la gente in questi anni ha preferito di gran lunga un comodo relativismo alle nostre proposte. Interroghiamoci soprattutto su queste cose prima di parlare di leggi elettorali, preferenze, rottamazioni, nuove sigle e nuovi partiti. Cerchiamo di avere ben chiare poche, ma solide idee. Cerchiamo di condividerle e dopo, ma solo dopo lanciamoci in mille avventure. Magari dopo aver reperito un nuovo carismatico e credibile leader, dopo aver individuato qualche alleanza nella stampa e nella televisione (perchè, anime belle, senza strumenti la comunicazione è impossibile), dopo aver frequentato la rete, dopo aver aggiornato programmi e organigrammi.
 
 Oggi un’azione azzardata potrebbe tradursi nell’annientamento di quel poco di Destra che ancora si libra nell’aria e l’esperienza dell’amico Storace che pur avendo chiamato “La Destra” il proprio partito, che pur avendo sfruttato il brand della Santanchè (definita a suo tempo da Francesco una donna con le palle) alle ultime politiche, pur avendo svolto una, a tratti meritoria, azione di testimonianza resta inchiodato al 2% senza possibilità di crescita. E allora, cosa s’intende per Destra? Basta mettere il sostantivo, per noi magico, nel logo di un soggetto politico per crescere e conservare Valori? La risposta è chiaramente negativa.
 
Calma e gesso, ragioniamo indipendentemente dai nostri vantaggi, dai nostri pruriti. Cerchiamo di essere razionali e di scambiarci qualche opinione in merito, ma soprattutto qualche proposta perche l’analisi la condividiamo tutti.

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