Saturday 26th September 2020,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

Alfano, lascia stare la destra

Alfano, lascia stare la destra

di Alessandro Nardone – Proprio così, Alfano cento ne dice e una ne fa. Se va bene. Non saprei dire in che percentuali incidano sfiga ed inadeguatezza al ruolo, in ogni caso si tratta di una gran bella lotta. Tutto ebbe inizio con la sua nomina a Segretario. Certamente saprete che, in tutti i partiti, il Segretario viene eletto da un congresso a cui partecipano gli iscritti ed i delegati che, generalmente, sono i rappresentanti di quello stesso partito sul territorio. Più o meno funziona così: ci si riunisce per un intero week end, si discutono le mozioni dei diversi candidati alla segreteria e, infine, si vota e si scelglie colui che sarà chiamato a rappresentere il partito, il leader. Semplice, vero? Forse troppo, quando non addirittura banale, dalle parti di via dell’Umiltà. Infatti, in Forza Italia prima e nel Pdl poi, di congressi manco l’ombra. L’ultimo esempio è stato addirittura folgorante, con l’intero partito mobilitato a “fare tessere” per fantomatici congressi provinciali che, poi, non si sono mai celebrati. Va beh, torniamo ad Angelino.

Dunque, Alfano non è stato eletto da un regolare cogresso ma nominato da un’assemblea composta, a sua volta, da nominati. Sì, perchè il consiglio nazionale altro non è che un consesso composto in larghissima parte da deputati (nominati) e senatori (anch’essi nominati), poi vengono i consiglieri regionali dei quali, come sappiamo, alcuni sono stati eletti con le preferenze ed altri nominati nei cosiddetti listini bloccati.

Nel suo discorso d’insediamento, il buon Angelino toccò diversi temi assai importanti, lanciando alcuni proclami assai ambiziosi che, almeno nelle sue intenzioni, sarebbero dovuti essere gli obiettivi politici del suo mandato.

Partito degli onesti, liste Coca Cola, regole chiare e certe, primarie, meritocrazia, bipolarismo, valori: in questi quindici mesi, il Pdl di Angelino Alfano ha fatto l’esatto contrario di ciò che ha detto. Ogni volta che parla, poi, avviene l’opposto. Poverino, credo che a volte pensi di stare su Scherzi a parte. Angelino parla di primarie? Il giorno dopo Berlusconi lascia intendere di volersi ricandidare e allora lui, il Segretario, si affretta ad affermare che le primarie sono inutli. Alfano lancia un durissimo monito con quale chiede alla Minetti di dimettersi? Quella non soltanto rimane al suo posto, ma non viene neppure espulsa dal gruppo del Pdl.

L’ultima risale a pochi giorni fa quando – in risposta agli anatemi della Santanchè – ha pensato bene di tornare in cima al pulpito per dire, con tono stizzito, che il Pdl non è di estrema destra perchè non s’ispira a Marine Le Pen, non è contro quest’Europa e che, dulcis in fundo, non intende esprimere un giudizio pessimo sul governo Monti. Peccato che il partito da lui guidato appoggi, per la corsa a governatore della Sicilia, Nello Musumeci, uno dei più autorevoli e prestigiosi rappresentanti de La Destra di Francesco Storace che – come la stragrande maggioranza dell’ormai ex elettorato del Pdl – l’unica cosa estrema che ha è la necessità di sbarazzarsi del governo Monti e di quest’Europa delle banche e degli speculatori.

Angelino riprova, magari sarai più fortunato.

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