Saturday 26th September 2020,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

Un’epoca è finita, ora si riparta dalle persone. Indipendentemente dai partiti

Un’epoca è finita, ora si riparta dalle persone. Indipendentemente dai partiti

di Massimiliano Meloni – Mentre Berlusconi dice che si ritira dalla politica, in una sorta di autorottamazione, salvo ripensarci in meno di 2 giorni per combattere la “magistrato-crazia”, mentre la solita sinistra distrugge Roma in una replica della pacifica ed ordinata manifestazione de La Destra del 3 Marzo contro il governo Monti, provo a mettermi nei panni di chi la politica la vive da fuori.

Non bisogna mai smettere di farlo, siamo prima elettorato che possibili eletti,  perché a furia di vedere il “problema politico” rischiamo di divenire ciechi nel  valutare le ripercussioni sulla nostra vita di tutti i giorni, altrimenti si finisce per essere scuciti dal tessuto sociale e la politica diventa quella fatta nelle stanze e smette di essere quella di condivisione e di contatto con la gente.

Così seduto sul mio divano, guardo il telegiornale e capisco per quale motivo, quando avvicini una persona per strada con un volantino in mano o attiri la sua attenzione per portarla verso un gazebo ti viene risposto “tanto siete tutti uguali”. Perché Berlusconi come Bersani, centrodestra come centrosinistra, che con qualche mese di ritardo si accorgono che questo governo comandato dalla “banda centrale europea” sta affamando il popolo italiano, che siamo stanchi, senza un euro, e pure un po incazzati, adesso cominciano la nuova campagna elettorale sbraitando contro Monti & co.

Ma come? Eppure non c’è una sola proposta che sia stata bocciata unitamente dai due schieramenti, PD e PDL hanno sorretto, e tutt’ora sostengono questo governo attraverso i numeri dei propri parlamentari. Ma questa famigerata “spina” chi deve staccarla?

Ognuno si prenda le giuste responsabilità, prima di tutto nei confronti del proprio elettorato, centrodestra e sinistra possono decidere lunedì stesso di non appoggiare più il “governo tecnico”, a gennaio o febbraio insieme alle regionali di Lombardia e Lazio potremmo votare anche le politiche, magari con una legge elettorale che non sia un piano criminoso di esclusione di chi decide di avere un idea diversa dal bipolarismo alla Arcore. Questa volta perfino scegliendo nome e cognome di chi vogliamo ci rappresenti in parlamento.

Non ricordo una sola volta in cui a cambiare le sorti di un paese sia stato un partito politico, ricordo invece i movimenti nati dal popolo ed i nomi, tanti, di chi mettendoci la propria faccia ha mutato radicalmente il nostro modo di vivere.

Perché io, ad essere valutato come “er Batman” Fiorito, come l’entourage di Bersani, come l’assessore Lombardo che prendeva i voti dall’ndrangheta o come il Trota non ci sto proprio. Sono stanco di essere messo al loro pari, loro hanno avuto la loro occasione per poter cambiare il sistema, io voglio la mia, se non per me, per le tante persone valide che fanno politica insieme a me ogni giorno. Facce che hanno nomi e cognomi che non meritano di stare nel fango.

Ricominciamo dalle persone, prima quelle che votano, poi quelle che verranno votate.

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