Thursday 06th August 2020,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

Storace candidato governatore di tutto il centrodestra, intanto Monti trascina Casini nel baratro

Storace candidato governatore di tutto il centrodestra, intanto Monti trascina Casini nel baratro

di Davide Tedeschini –  Finalmente sono state poste le carte in tavola per la candidatura unica di Storace nella Regione Lazio e per la vittoria contro il centrosinistra in maniera chiara e inequivocabile, col documento de La Destra del 28 dicembre. Per non rimangiarsi la propria storia, per cercare la vittoria contro un centrosinistra sempre più fazioso e ingannevole, per salvare la sovranità del popolo italiano tutti i soggetti della destra, centrodestra e centro dal PdL a Fratelli d’Italia, dalle liste civiche ai più ‘moderati’ e ‘popolari’ (così amano definirsi in stile pubblicitario più che identitario)hanno il diritto-dovere di sostenere questa candidatura, quando ancora tutti gli altri soggetti politici compresi quelli del ‘centro’ (in piena confusione), ancora devono ufficializzarne una.

In verità molti di questi soggetti politici non hanno ancora un programma se non quello imposto dittatorialmente dell’’agenda Monti’ che poco ha a che vedere con la rinascita del Lazio e delsuo territorio, su cui si sono concentrati gli estremi danni di una politica di ‘tagli’ lineari alla sanità che preludonoil disastrosociale che avverrebbe se si perseverasse in tale direzione.  In ambito nazionale, qualora il ‘centro’ continuasse in questa politica suicida e sorda ai ceti popolari (risultano incomprensibili i termini ‘moderati e popolari’ appioppati a certi simboli di partiti tutti rivolti ai favori esteri e alle tasse),  La Destra preconizza l’alleanza con PdL e Lega Nord dopo aver vagliato tutte le strade per una rinascita di un soggetto unico di ‘destra’ insieme a nuovi e vecchi partiti autoproclamatisidi provenienza missina o autodefinitisi di ‘destra’. Spesso a queste etichette sono mancati i numeri o la coerenza, capitoli di un libro spesso sconosciuto agli analisti dei massmedia ma ben chiara agli appartenenti del partito di Storace, Buontempo, Musumeci, Buonasorte: sarebbe bastato un passo indietro da parte di tanti partitelli per far rinascere un solo partito di destra: coesione oggi ancora possibilesolo in coalizione. A tutti questi soggetti è impossibile non esultare della posizione di comando della destra sociale su tutto lo schieramento opposto a Zingaretti e al centrosinistra.

Al centro e centrodestra troppi cambiamenti repentini: L’UdC viene trascinatorovinosamente nel sostenere l’agenda Monti e questo non va giù a molti di quelli che sostennero Storace nel suo primo vittorioso mandato alla Regione Lazio né a molti ex consiglieri regionali che ne hanno sempre riconosciuto l’onestà. Strano che l’UdC non disponga una classe dirigente e un premier da proporre: Casini in questo è destinato a fare ancora una volta il gregario senza proporre alternative agli italiani. Un fallimento politico, un grave errore che porterebbe molti ad abbandonare il suo leader, la cui storia insegna sia solo capace di distruggere(piuttosto che a costruire) cambiando continuamente posizione.  Gli unici ad essere vittime potrebbero essere i cittadini più inesperti,illusi dalla disinformazione, portati in errore da ‘ gente più preparata’ (come amano definirsi Monti, Fornero, Passera e co.),  delegando la sovranità nazionale a Germania e Francia con l’illusione (anche se lecita)di un benessere futuro senza però ottenerlo subito, in quanto il nostro sistema elettorale non assicura niente. Ma questo non viene detto, piuttosto si preferisce dire che: “…l’emergenza non è finita”. Ma chi ci dirà  quando sarà finita? In questa maniera saremmo tutti costretti a praticare non una politica rispetto ai risultati ottenuti ma secondo i pronostici: De Gasperi viene in questa maniera citato strumentalmente da Monti solo al fine di guadagnare l’elettorato cristiano. Dispiace che nell’area cristiana (penso al quotidiano Il Tempo) piena di commentatori esperti e navigati sia mancata un’analisi lucida di questo tentativo piuttosto imbarazzante.

Non tutto ciò che si progetta in teoria si trasforma inpratica, questo è il difetto archetipo dei professori a cui piacerebbe da tecnici diventare politici e applicare impraticabili regole a tutto o tramite la loro posizione impedire possibilità di ascesa sociale come fa il dottor Azzecagarbugli di manzoniana memoria. Se questo ha qualche possibilità di successo nelle favole,sui libri, al Quirinale o nelle aule liceali o universitarie, nei cortei studenteschi, nei salotti dell’alta borghesia, così non è nei comuni, nelle regioni e nelle province che convalidano progetti nati a Bruxelles e che spesso mal si adeguanoalla morfologia dei Paesi europei e delle sue regioni, e dei loro tessuti sociali. Somigliano queste operazioni calate dall’alto a quelle delle multinazionali che si occupano solo dello sfruttamento fino all’ultima risorsa del territorio in cui vanno ad operare, assolutamente noncuranti della presenza dei nativi, in uno Stato assente o colluso, che tradisce i suoi figli, i suoi abitanti.

E’ necessaria una netta difesa dei valori locali e delle proprie identità notoriamente portatrici di intelligenze competitive, restie alla genuflessione e all’emigrazione verso il Nord Europa. La candidatura di un baluardo come Storace permetterebbe ancora al Lazio di crescere senza pregiudicarne i rapporti con l’Europa eche alzerebbe il barometro della nostra condizione politica più volte oltraggiata da macchinazioni nate nelle menti di pochi speculatori, caste e clienti del della sinistra, dall’Università ai poteri forti poco identificabili (come quelle off-shore a cui si intestano beni per evadere il fisco).E’ per questo che Monti cerca,non riuscendoci, di evitare molti dei politici della Prima e seconda Repubblica alla ricerca disperata di una poltrona e di uno sdoganamento: essi sono negli stessi vertici dei partiti che lo sostenevano e ancor prima ne sostenevano un altro e un altro ancora.

L’unico che potrebbe ridare dignità al sistema Italia è la candidatura di Francesco Storace, parsimonioso in incarichi, filosofia di vita e strategie politiche, che riporterebbe a sventolare la bandiera italiana dal Lazio,all’Italia fino in Europa col vento della coerenza, del coraggio, dell’onestà, della sincerità che sono mancateahimè alle bandiere di tanti amministratori e deputati pagati generosamente da tutti noi.

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