Wednesday 21st August 2019,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

Ma è una crisi di identità…

Ma è una crisi di identità…

di Davide Tedeschini* – Cosa più assurda non poteva capitare al nostro Paese: mentre ci si arrovella sulla terminologia tipica della crisi finanziaria soffermandosi spesso su termini tecnici o acronimi quali: spread, BCE, Merkel (derubricata a termine tecnico), tassi di interesse, differenziali, Bund, AAA+ e quanto c’è di più incomprensibile, una ben più grave ‘crisi’ sembra invadere le nostre coscienze: la crisi di identità. Ma  “Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo” (titolo di un quadro di Gauguin) è un motto della modernità e della crisi permanente dell’occidente, così come le arti e la letteratura ce l’hanno lasciato in eredità, non a caso “La ricerca del tempo perduto” (titolo di un libro di Proust) è anche quella ricerca che sembra far parte della prassi della nostra crisi finanziaria e anche dell’identità politica di un popolo. “Chi ha sbagliato e quando?”, “Recuperare il tempo che l’Italia ha perduto in questi 18 anni” chiosano spesso in fondo, in alto, a lato di editoriali, tweet di politici, tecnici e persone della strada. Non si fa neanche più differenza tra l’arguto intervento di una giovane politicante arrivista e il taglio del braccio del minatore del Sulcis, neanche afferriamo il perché di un anno bisestile in cui fa tremendamente caldo ‘ma anche’ la foto del Sindaco di Roma che spala neve, e quella di un ‘Grillo’ che insulta i politici facendo ridere, raggiungendo così cifre a due misure nei sondaggi elettorali, in tempi in cui Zelig non fa più ridere. E poi la proliferazione dei sondaggi e delle aziende dei sondaggi, o sondaggisti utilizzati dai giornali in un clima di campagna elettorale permanente con tablet, cellulari, tv on demand. Si combatte una guerra continua: c’è addirittura il segretario nazionale de La Destra – Francesco Storace – che viene accusato di fare un tweet ogni 3 minuti: questo non piace all’Espresso, che usa però le sue stesse dichiarazioni per riempire le sue pagine, e le ridiffonde in rete, in un susseguirsi continuo di pagine, l’una dentro l’altra, come avviene nel quadro di Magritte, (“Il tradimento delle immagini”) in cui la didascalia nega se stessa, in cui si procede per assurdo dentro o dietro sempre qualcosa, che si ripete, ma mai definitivamente… e continua all’infinito.

In questa diabolica prassi di scatole dentro scatole, di specchi che si rispecchiano in se stessi, di realtà celate a se stesse, (come l’albergo in affitto per la scorta di Fini) le identità politiche si perdono e cadono nell’oblio, presentandosi in rete comeFake account, robot account, staff account. Paradossalmente il profilo Fake è in realtà anche lo specchio dei ministri tecnici, falsi imitatori (quindi fake) di Brunetta, Gelmini e Tremonti, il cui plagio è evidente anche nelle cadute di stile: “La politica fa schifo” dice il ministro Riccardi, mentre è falso il pianto del ministro Fornero: “I figli non possono lavorare con i genitori” e la figlia lavora nella stessa università di mamma e papà. Sono lontani i tempi in cui si accusava di ‘inciucio’, in quanto l’inciucio ‘salva l’Italia’ (questo il nome di un pacchetto di provvedimenti di governo); così un centrista può ritenersi più ‘fascista’ di un destrista, un comunista più moderato di un dipietrista e così può coniugarsi la nostra realtà politica, con un Grillo definito ‘fascista’, con video caricaturale (dell’IdV) con zombi definito ‘di chiara matrice fascista’ daCasini, che ritiene “Profondamente Incivili i matrimoni gay” alleandosi dove vuole con candidati presidenti gay dichiarati del PD (come in Sicilia). La diatriba, il tradimento e la coltellata alla schiena, le menzogne imperano anche tra gli iscritti dello stesso partito con rottamati e rottamatori: quando di chiaro non c’è rimasto più niente. E infine ogni singolo partito governa in solitudine intere città, regioni o province in maniera surreale: il Pizzarotti qualsiasi, l’ex magistrato, il Gay dichiarato, il vecchio politico, il giovane rampante, l’ex qualcosae mentre i partiti muoiono, inizia il valzer dei simboli, copiati ribattezzati abortiti.

L’unica cosa certa che sappiamo è che quando c’è questa confusione, bisogna fare un passo indietro o due in avanti, insomma evitare di rimanere coinvolti nella disgrazia del riverbero della confusione, del frastuono di fondo che proviene da esacerbanti discussioni, faziosità obsolete, riflesso di un passato già in decomposte“metastasi” (come la carogna scoperta nel bosco da Baudelaire, di cui rimane stupito pur essendo normale la morte). Tutto va riconquistato alla nostra percezione della politica e della cultura che sono dominio della ragione. Ecco perché nasce: Azione Nazionale, una rivista on line che ci aiuterà a fare chiarezza (una bella idea di chi immezzo a questi specchi ci vive: Alessandro Nardone).

In primis: sembra evidente che tutti quelli che si sono posti come alternativa e discontinuità a Berlusconi, erano suoi compagni di strada, mentre lo accompagnavano verso il tramonto, sfatando il sogno di sostituirlo, in quanto non c’è più tempo, né in Parlamento né a“Porta a Porta”, ormai è calata la notte. Come Dioniso e Apollo fanno parte della stessadicotomia estetica così anche un Casini, un Prodi, un D’Alema, un Buttiglione al Quirinale ma con Berlusconi in pensione sarebbero irreali; come altrettanto assurdo sarebbe immaginare un futuro politico per Fini o per chi ha avuto sempre la ‘sua parte’ nel dibattito politico e disperatamente cerca unexit strategy(ma Kafka o Pirandellohan già  scritto qualcosa del genere).

Insomma siamo nella piena modernità: è finito il gioco dell’avvicendamento al grande Berlusconi, in questo gioco perde anche Grillo, suo alter ego multimediale, come lo è il Ricci di Striscia La notizia, e poi… Umberto Bossi, e forse anche Maroni, il Nord… “Giù al nord” film francese, poi riadattato all’italiana il “Grande Sud” (…ma per favore). Assurdo sarebbe vedere un futuro ancora giocato in parlamento dai tanti volti dell’Italia di Berlusconi o da un suo colonnello. Ma a tutto questo la ragione pone fine, come è possibile che qualcuno misteriosamente si salvi. Ci sono persone come Pomicino o Cicchitto di cui si può prevedere la scomparsa politica ma non quella della poltrona.

La razionalità deve prendere il sopravvento e portarci  oltre queste sabbie mobili, esiste la verità: La Destra porta avanti immutate battaglie del primo Polo delle Libertà, (si, anche precedenti al ‘94) quando una convergenza straordinaria di tutto il centrodestra ha fatto rinascere l’Italia dalle macerie di Mani Pulite, che ha coinvolto anche innocenti servitori dello Stato. Oggi andiamo a dirlo ai nostri amici del Popolo della Libertà il cui progetto è fallito, coinvolgiamoli a fronte di verità innegabili, spendiamoci in ogni sede di confronto: l’Italia non merita di naufragare in uno stato di polizia fiscale che per 18 anni abbiamo scongiurato. La Destra sociale che non dimentica i valori di comunità e di società civile di cui facciamo parte non può permettere che tutto vada a rotoli coinvolgendo anche la nostra storia personale, perchè noi ci abbiamo creduto, perchè noi siamo dei puri di cuore, perché noi siamo italiani: quanti pellegrini stranieriabbiamo accolto nel nostro paese subendone conseguenze?

Dobbiamo chiudere gli occhi di fronte alle ingiustizie negli uffici della pubblica amministrazione e nella scuola? Dobbiamo perire al populismo becero in cui si è trasformata disgraziatamente la nostra cultura, procreatrice della retorica dei ‘precari’, dei ‘fannulloni’, degli ‘impuniti’, dei ‘mafiosi’, dei ‘collusi’, dei ‘magna magna’, dei ‘traditori’ e di ogni genere di meschinità con i quali viene descritta anche la categoria dei lavoratori solo perché si mira alla spendingreview? Per noi della Destra no.

Ma la Giustizia non è più importante dell’economia? E la Ragione? Non sono più importanti delle poltrone?

Per noi de La Destra si. Allora ricominciamo da La Destra con Francesco Storace: il suo sottrarsi alla fame di potere e al tradimento è anche nostra. Usiamo la testa e usciremo dalla crisi d’identità dell’Italia, del centrodestra e della Storia.

*commissario cittadino del partito La Destra del Comune di Fonte Nuova

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