Wednesday 19th December 2018,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

La nostra politica più surreale di un episodio di Dylan Dog. Ne parliamo stasera a Savona.

La nostra politica più surreale di un episodio di Dylan Dog. Ne parliamo stasera a Savona.

di Alessandro Nardone – Avete presente Dylan Dog? Ecco, la nostra realtà politica è talmente contorta e, in molti casi, addirittura paradossale che, a volte, tra me e me penso che l’univo veramente in grado di sbrogliarne l’intricatissima matassa sarebbe lui, l’indagatore dell’incubo. Facciamo qualche esempio, in breve. Cominciamo dalla sinistra, i cui mali covano, in gran parte, sotto la cenere delle primarie e di quel Matteo Renzi che, anche se dovesse vincerle, si troverebbe a dover fare i conti con la vecchia nomenklatura postcomunista. Fin qui sembrerebbe tutto normale. Nient’affatto, se pensiamo ad un piccolo particolare, che solo pochi analisti hanno considerato: a sinistra, tutti si vergognano di essere di sinistra, perfino Vendola che, nel dibattito con gli altri candidati, ha dichiarato che la sua figura di riferimento sarebbe il Cardinal Martini. Va beh.

Passiamo, ora, per quel luogo misterioso che molti si divertono a chiamere centro. Montezemolo dice che scende in campo, ma non si candida. Fini e Casini, in Parlamento dal 1983, vogliono fare una lista civica nazionale che è un po’ come se Cicciolina fondasse un’associazione in difesa della verginità. Ed ora veniamo al centrodestra, su cui non basterebbe un libro. L’altro giorno, guardando le immagini di Berlusconi a Milanello, mi sembrava di vedere il Joker magistralmente interpretato da Jack Nicholson, un’immagine oggettivamente inquietante che, peraltro, è la rappresentazione migliore di ciò che sta accadendo al centrodestra: una formula invecchiata perchè sono invecchiati i protagonisti, i cui segni del tempo emergono inesorabilmente, nonostante il disperato ricorso alla chirurgia estetica. Insomma, da quelle parti si respira quotidianamente aria da psicodramma collettivo: con Giorgia Meloni che ufficializzerà la sua candidatura a primarie farsa che rischiano di non svolgersi mai, con gli ex An rimasti nel Pdl dichiarano il loro sostegno a quell’Angelino Alfano che la parola destra la nomina soltanto quando gli capita di dare indicazioni stradali a qualcuno, e con il resto del partito che si azzuffa per spuntare una ricandidatura alla camera o al senato. Insomma, capite bene che anche Dylan Dog troverebbe oggettive difficoltà.

Però, mentre questo triste circo politico da il peggio di se, c’è una Comunità che in tutta Italia fa politica, proponendo soluzioni ai problemi reali di un paese che è stato ridotto alla canna del gas. Certo, si tratta di posizioni assai scomode, forse è per questo che i media ci danno poco spazio, ma tant’è. Sabato a Milano, Francesco Storace ha ribadito per l’ennesima volta che un’eventuale alleanza con quel che rimane del centrodestra dipende solo ed unicamente dalla loro accettazione dei 10 punti del Manuale della Sovranità, immagino che i signori del Pdl avranno strabuzzato gli occhi nel trovarsi tra le mani un vero e proprio programma politico.

Insomma, sarà di questo scenario surreale e dei personaggi che lo popolano, che parleremo stasera a Savona, dove sono stato chiamato per presentare il mio libro, “La destra che vorrei”. Vi aspettiamo.

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