Monday 06th April 2020,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

La destra che vorrei, un libro entusiasmante

La destra che vorrei, un libro entusiasmante

Di Giorgio Gaias – Ho finito di leggere poche ore fa, “La Destra che vorrei, i rottamatori del Pdl e la fine del Berlusconismo” di Alessandro Nardone. Premetto che all’inizio ero molto scettico perché di per se il termine rottamatori non mi piace per niente ma, la curiosità mi ha spinto a leggere questo libro e dopo averlo letteralmente divorato posso dire di essere rimasto compiaciuto. Conosco Alessandro tramite Facebook e Twitter, non personalmente ancora, apprezzo molto quello che scrive ogni giorno sui vari blog e siti e ci siamo trovati a collaborare in qualcuno di questi, in virtù del fatto che le nostre idee coincidono esattamente.

Tornando al libro devo dire che è entusiasmante e fa sicuramente piacere vedere che c’è ancora qualcuno che sa sognare e sperare come me, come noi, anche se per la verità siamo rimasti in pochi purtroppo. Immaginare una Destra che ritorni ai valori ma, che allo stesso tempo non perda il passo con i tempi è positivo e stimolante per chi ha deciso di non mollare, lasciarci alle spalle i vari scandali, il Bunga Bunga, Fini e anche Berlusconi dovrebbe essere solo il primo per un restyling completo della Destra Italian, ogni cosa ha un inizio e una fine, le persone passano ma le idee rimangono, questo è sostanzialmente il concetto espresso da Nardone nel suo libro.

Un’era con i suoi pro e i suoi contro si è chiusa, adesso bisogna aprirne un’altra fatta di gente pulita, onesta, capace, che ha come obiettivo quello di costruire una nuova Destra, il non voler arrendersi a veder crollare tutto quello per cui generazioni e generazioni di persone si sono battute e molte hanno perso la vita, è un dovere per chi ancora continua a credere che la politica sia un servizio alla Patria e agli Italiani e non un mezzo per arricchirsi. Oggi la Destra deve saper parlare alle nuove generazioni e non chiudersi negli stereotipi che l’hanno caratterizzata dagli anni 70′ in poi, bisogna essere capaci di uscire dagli schemi e guardare oltre tutto quello che abbiamo vissuto, i partiti stanno morendo e con la loro morte coincide la nascita dei populismi alla Grillo, solo con un ritorno alla militanza vera, al contatto con i territori unito a un nuovo linguaggio possiamo fermare questo fenomeno. Non possiamo più stare immobili a guardare il declino in cui la Destra italiana è precipitata, la lotta interna la stiamo facendo e continueremo a farla, il cambiamento si fa dal basso perché la base si riprenda quello che è suo cioè il partito, scardinando questo sistema marcio e questa classe dirigente incapace e immobile. Buona lettura non vene pentirete.

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