Saturday 21st September 2019,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

Il Pdl è da buttare, ma salviamo il centrodestra

Il Pdl è da buttare, ma salviamo il centrodestra
di Donato Ramunno * – Non è utile  nascondersi, non è sano mettere la polvere sotto il tappeto e neppure fare finta di nulla e cercare di andare avanti come se non fosse accaduto o accadesse nulla. Io almeno non voglio farlo ed è per questo che mi trovo ad ammettere che il mio partito, il popolo della libertà, ha raggiunto, a causa dell’atteggiamento di taluni personaggi, uomini e donne, il suo livello qualitativo, da cui discerne quello quantitativo, più basso della sua storia.
Gli accadimenti del Lazio, gli ultimi della Lombardia e della Calabria, ci fanno comprendere che, purtroppo, nel nostro partito, nel partito del popolo di centrodestra, hanno trovato ospitalità personaggi che non hanno ben compreso il nobile significato della parola politica e donne che hanno scambiato la politica per una passerella di alta moda ed entrambi, una specie di circolo ricreativo di servi sciocchi a caro prezzo, signorsì, furbi lacchè e affaristi di lungo corso. E sia chiaro ed inequivocabile, non voglio iscrivermi alla già nutrita lista dei moralizzatori: non sono nessuno per poter erigermi a tale ruolo e di errori ne commetto tanti; la mia è solo presa di coscienza di chi sono, oggettivamente, queste persone, in base alla loro condotta di vita, almeno giudicando quella pubblica; e nè soprattutto voglio iscrivermi alla lista dei tanti che cercano di giustificare certi comportamenti, o preferiscono voltar lo sguardo dicendo “così fan tutti, siamo tutti uguali”. Neppure sono disposto, un po’ vigliaccamente, a lasciar perdere tutto e trovare spazio in qualche altro luogo politico pensando di trovar posto nel letto di qualche presunta illibata vergine politica.
Gli avvenimenti ci stanno travolgendo e stanno devastando la credibilità e la rispettabilità della stragrande maggioranza di persone perbene che si riconoscono nel popolo della libertà; che per questo partito ci hanno messo la faccia, l’impegno, e con esso tempo e danaro, e nonostante tutto credono che sia ancora possibile riacquistare l’onorabilità.  Per la professione che esercito  talune volte mi è capitato di finire in qualche guado ed in quella condizione ho sempre pensato a come uscirne e non a come ci fossi finito.
Ed allora io da questo sporco guado, in cui siamo caduti, ci voglio uscire. Non sarà facile, ma ci voglio venire fuori ed anche molto velocemente. Questa volta i processi del cambiamento devono  essere rapidi, non c’è più tempo da perdere: la nave è affondata e l’ultima scialuppa di salvataggio si sta allontanando. Bisogna tornare alle cose semplici. Qualcuno va dicendo che non bisogna buttar via l’acqua sporca con tutto il bambino. Ma dipende dal bambino: se sono  come quel birbante del Lazio o le ancelle che vanno a rappresentarci in televisione, credo sia  meglio allora gettare pure la vasca.
Parlavo con un iscritto di lungo corso, il quale mi diceva che bisogna riappropriarsi ed attuare il concetto di GRATUITA’ della politica. Non sono mai stato tanto d’accordo con una persona. È vero, bisogna tornare ad occuparsi di politica prima di tutto per puro spirito di appartenenza ad un’area politica, per pura passione, per incontrarsi con gli amici e con essi discutere e anche scontrarsi. Il resto, compreso le legittime aspirazioni personali, l’acquisizione di potere, vengono dopo. Bisogna riaprire  le vecchie e tanto bistrattate sezioni.
Molti parlano di premiare il merito e quindi le capacità dei singoli. Ma il merito non può emergere da solo, nè ci può essere nessuno, in base a come stanno le cose, che possa farlo emergere: chi deve giudicare molte volte é peggio di chi è oggetto del giudizio. Esiste solo un modo per farlo emergere: il confronto. Solo attraverso questo si può stabilire chi sono gli scolari più meritevoli. E, come è noto, gli scolari si confrontano nelle aule della scuola, che in politica sono le sedi dei partiti.
Non ambisco a processi di rottamazione o formattazione, né alla tanto paventata rivoluzione dei giovani, che molte volte dimostrano di essere peggiori dei vecchi, avendo acquisito da essi tutti i loro peggiori difetti, primo tra tutti l’idea che la politica possa essere una professione, associata a tanto di carrierismo. Ambisco alla rivoluzione delle persone perbene e capaci, dotate di grande volontà e onesta intellettuale. Ambisco al coinvolgimento dei tanti che, pur avendo passione, si tengono lontani dal partito, perché credono, a ragion veduta, che la politica sia una sporca faccenda.
Dipende dagli uomini. E più il disinteresse verso la politica crescerà, più si abbasserà il livello qualitativo di essa e dei partiti. Nella vita c’è un tempo per tutto: questo è il momento di fare pulizia, e rassettare la casa. Quella casa sotto il cui tetto ci deve  stare il popolo sano di centro destra. Quella casa in cui si deve respirare aria fresca e soprattutto pulita.
* Capogruppo Pdl Rionero in Vulture-Potenza e responsabile tutela del territorio coordinamento provinciale di Potenza

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