Tuesday 25th June 2019,
IL DESTRO // Idee che ti mettono al tappeto

Giorgia, i Meloni dovevi tirarli fuori prima

Giorgia, i Meloni dovevi tirarli fuori prima

di Alessandro Nardone – Conosco Giorgia da molti anni. Erano i tempi di Azione Giovani e, insieme ad amici come Paolo Di Caro, Simone Torello e Luca De Stefani, riuscimmo a dare vita al progetto di “Entra in Azione”, un movimento interno ad AG (il termine corrente non c’andava a genio nemmeno allora) al quale aderirono i rappresentanti di decine di federazioni sparse su tutto il territorio. Avevamo addirittura un sito internet e un giornalino, insomma, ci eravamo organizzati al meglio delle nostre possibilità per raggiungere il nostro obiettivo: far vincere a Giorgia Meloni il congresso nazionale dell’allora movimento giovanile di Alleanza Nazionale. Il confronto con Carlo Fidanza fu serratissimo ma, alla fine, riuscimmo a spuntare la vittoria. Ricordo che quel giorno corsi incontro a Giorgia piangendo.

Dopo aver letto queste prime righe, immagino che starete dando per scontato il resto dell’articolo che, avrete dedotto, sarà di endorsement alla candidatura di Giorgia alle “primarie” del Pdl. Beh, vi state sbagliando. Il motivo? I quasi nove anni che separano il giorno di quel congresso ad oggi. Già, perchè – e sono sinceramente dispiaciuto nell’affermarlo – considero l’operato di Giorgia assai deludente, anche e sopratutto perchè una sua posizione di contrasto generazionale me l’aspettavo anni fa, non oggi che tutto è allo sfascio. Troppo comodo.

Gli esempi si sprecano e, ahìnoi, sono in perfetta sintonia con l’operato di tutti gli altri ex An che, in preda ad una cronica sindrome da “vorrei ma non posso”, ci hanno costretti a vivere per anni una sorta di psicodramma collettivo, un incubo in cui, per chissà quale motivo, dovevamo tacere di fronte ai tradimenti di Fini prima, ed alle barzellette di Berlusconi poi. A dir poco umiliante.

Una questione di coerenza, insomma, anche per considerazioni collegate direttamente all’incipit della sua campagna elettorale, se è vero che sabato scorso a Milano, ha detto che la sua candidatura nasce “per dire un chiaro no al governo Monti”, un’esperienza che non ha esitato a definire “fallimentare” salvo poi avergli concesso, per oltre un anno, il suo voto favorevole.

Infine, un’ultima osservazione. Stiamo parlando di primarie che si rivelano sempre più per quello che sono, ovvero una farsa bella e buona, visto e considerato che non si sa ancora quali saranno le regole, i candidati e la data in cui si svolgeranno (se si svolgeranno). Sappiamo soltanto che saranno la conta interna di un partito che, poco dopo averle celebrate, cambierà nome e simbolo. Chapeau.

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2 Comments

  1. Eleonora 22 Novembre 2012 at 11:12

    Ognuno ha le sue idee e io rispetto quelle diverse da me ma vorrei solo correggerla su una cosa..alle votazioni di ieri sulla legge di stabilità sia Giorgia sia Crosetto hanno votato contro! Un minimo di coerenza almeno lei ce l’ha..

  2. admin 22 Novembre 2012 at 13:28

    Refuso corretto, ma la sostanza non cambia, visto che per oltre un anno ha fatto parte della maggioranza che ha sostenuto (e sostiene) questo governo “fallimentare”.

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